DAL SINTETISMO GRAFICO
ALLA TRASFIGURAZIONE DI LAMPI DI LUCE VISIONARIA

Nel processo ideosublimitativo di Vanessa Katrin si trovano sempre affioramenti risultanti dalla decantazione delle forme reali d’ambiente, come fumose evocazioni di abbozzi grafici delle forme di ambiente richiamanti memorie ed immaginario sull’impatto indotto emotivo nell’osservatore. Una telecinesi mentale, sia pure appena percettibile che l’artista ha sottoposto ad una sensibile trasfigurazione, psicoemotiva, al termine della quale ogni forma di partenza risulta abbozzata come una reazione che prosegue incessante sull’immaginario dell’osservatore, dalla visualizzazione del sogno onirico affiorante come un emulsione…
dalle cortine della luce bianca d’anima. Segni raffinati di una scrittura metaideografica compaiono assemblati a coltri dense in lampi di luce costante composita, realizzano il transito dal particolare all’assenza del flusso dinamico mare immenso dell’inconscia consapevolezza universale. Katrin risponde riportando una precisa impressione motivata, dal fatto che in realtà nulla è casuale. Un insieme di abbozzi segnici quasi spettrali, anche nelle prospettive di emersione geometriche embrionali, una metafigurazione segnica che all’esperto può far pensare ad un Dubuffet, per quanto vince l’originalità dell’artista. Un vivaio di punti, strisce ed abbozzi intuitivi per un rilievo comunicante precise sensazioni emotive trasfigurate a preciso criptico segreto celato, della vera fascinazione femminile.
Alfredo Pasolino


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