L’atmosfera, ecco la pittura di Vanessa Katrin ti porta subito dentro il quadro, il paesaggio diventa vivo, i personaggi e le cose si animano di un soffio vitale, tutto è soffuso ma così preciso, circonstanziato che diventa difficile uscirne.

Crea un labirinto di sensazioni, un sentore pieno di influssi positivi. Ti poni davanti al quadro, sei trascinato dentro, entri in quel mondo come in un sogno ma non dormi, diventi uno dei personaggi, cammini accanto a loro, vivi.

“e il naufragar m’è dolce in questo mare” scriveva nell’Infinito il sommo Leopardi, ma tutte le parole della poesia si addicono a questa pittura, dove trovo la semplicità del vivere, dove traspare una certa dose di malinconia, ma siamo noi che non ci sappiamo più allontanare da quegli scorci, dalle visioni, dalla nostra memoria, dove il silenzio diventa cultura, dove la contemplazione diventa voce narrante
della nostra esistenza.

Così quando dobbiamo rientrare nello scorrere di tutti i giorni, siamo sereni con noi stessi, ma ancora più importante, siamo pacificati col mondo.
E’ una pittura contro l’effimero, sfonda una porta per aprirci ad uno spazio dove ritorniamo a vivere, ad iniziare un percorso da fare insieme. Con passione.
Una sensibilità profonda e nostalgica, un’emozione sincera, una naturale attitudine al romanticismo.
Le sue esposizioni sono intime, dolci, ammaliano con pensieri eleganti sulla vita.
La sua potenza espressiva inchioda lo sguardo.
Nella sua pittura c’è un bisogno di vedere, di scoprire, di possedere, di far rivivere i sogni.

C’è un’attrazione profonda per la storia naturale. C’è forza, ci sono tutti gli elementi: l’aria, la terra, il fuoco e l’acqua soprattutto.
Mentre guardiamo i suoi quadri, trasportati in un’estasi, vorremmo essere accompagnati da una musica melodiosa in questo viaggio verso la verità. Sì, verità. In quanto se tutto è stato creato e se la natura tutta è fonte di un tramonto, di una farfalla, di un mattino, della pioggia, di mille riflessi, di buio e di luce,
noi ci stiamo avvicinando a conoscere lei e la sua pittura, la sua poetica.
Chiamarla pittrice è fuorviante, Vanessa è molto di più: non dipinge, incanta.

Di fronte alla poesia, come a tutta la bellezza, capita che la ragione si offuschi, capita di “sentire” prima
di “capire”, di “vedere” prima di interpretare. Queste opere sono frutto di momenti privilegiati in cui la bellezza della poetica accende l’estro, il verso incontra il pennello e insieme danno alla luce una forma di
incanto.
In queste opere non esiste un gesto causale: ogni elemento racchiude un profumo, un respiro, un’insonnia. La premeditazione dei gesti ha in sé la lancinante, lucente perfezione di una vertigine di vita, che parla il linguaggio del bello a tutti i desideri. Si cade in una vertigine d’amore, che confonde con tratti leggeri,
vibranti come lacrime.
In lei c’è un’arte nobile che fa sognare.
Vorrei invitarvi ad ammirare i quadri di Vanessa con un trasporto unico: è come nuotare sott’acqua, trattenere il respiro.
Quel suo genio artistico ha a che fare con la sobrietà, con il non dire tutto, l’omettere.
L’omissione è arte. E’ l’essenza del genio. Non si può imparare. C’è o non c’è.
Claudio Della Bartola

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