

In un mondo in cui a troppe persone piace fare frasi a caso e discorsi tanto lunghi quanto vuoti, piuttosto che dimostrare reali qualità intellettuali o artistiche, è importante ascoltare un’opera d’arte e ciò che si può sentire in essa, prestandovi attenzione. Come ascoltiamo il vento, la musica, il risveglio della foresta all’alba, o il silenzio. Un’opera d’arte di qualità ha un’energia, una specie di divinità universale da cui emergono tutte le cose, come un oceano. L’energia è lo spirito. Oppure è il concetto di “Dio”, per i credenti. L’arte è il potere d’azione del divino. Troppo spesso gli uomini contemporanei non riescono più a vedere, mentre gli artisti e i popoli tradizionali da millenni riconoscevano nell’arte energie viventi, poteri nascosti che sono appunto quelli che chiamavano “gli Dei”. Un’opera d’arte, un piccolo acquerello, può o deve emanare un fluido immateriale, quando lo spirito è in grado di trasformarsi in materia e la materia in spirito, attraverso la purificazione dell’arte. Come se il mondo fosse uscito dalla Bellezza e, attraverso l’emanazione delle energie dell’arte, vi stesse poi tornando tramite il miracolo della stessa bellezza.
La musica – che è fatta anche di silenzi – ma anche la pittura è costituita, come la natura, di suoni e armonie: il canto degli uccelli, delle fontane, del vento, di una voce, di un’opera d’arte. Questa armonia nata dal ritmo e dai suoni, degli effetti musicali o dei colori è magia dell’arte.
Vanessa Katrin.
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