
Ci sono turisti e ci sono viaggiatori. Gli ammiratori di un artista e in particolare di un pittore, i suoi collezionisti sono viaggiatori che intraprendono un viaggio da un quadro ad un altro quadro, come il passeggero di un treno che guarda un paesaggio dal finestrino. “Un paesaggio deve essere sentito come un corpo animato”, diceva Novalis, “ogni paesaggio è un corpo ideale che si adatta ad una particolare disposizione della mente”. Mentre nel suo diario (ottobre 1852), il filosofo Henri-Frédéric Amiel scrisse la famosa frase: “Ogni paesaggio è uno stato d’animo”.

Così, ogni quadro è un paesaggio mentale che deve poi colpire gli occhi, l’attenzione, la mente di chi guarda e ammira questo quadro, perché vi ritrova a sua volta un paesaggio interiore. L’arte, ancora più di un viaggio, è anche un invito al viaggio, cioè un’incitazione all’evasione attraverso il viaggio e, in senso figurato, attraverso il sogno e l’immaginazione. La bellezza è quindi, per l’amante dell’arte, uno spostamento a volte reale, un “viaggio” a volte immaginario o retrospettivo nel tempo, per ritorno o anticipazione.
Vanessa Katrin










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